I consigli di lettura calcistica della settimana


>>> Il rookie (Il prossimo arrivo nella tua libreria)

CON QUELLA FACCIA DA STRANIERO

di Alberto Pallotta – UltraSport, 2020

C’è chi ha raccontato i più grandi, c’è chi ha raccontato i grandi flop: invece Alberto Pallotta li ha raccontati tutti. Parliamo dei giocatori stranieri che hanno raggiunto la Serie A tra il 1980, anno della riapertura delle frontiere chiuse dopo la Corea, e il 2000, in un ventennio in cui il nostro campionato era considerato all’unanimità il più bello del mondo. Con quella faccia da straniero è un vero e proprio dizionario che parte da Aaltonen e arriva fino a Zmuda e passa in rassegna dalla A alla Z e attraverso oltre 500 pagine proprio tutti i calciatori giunti in Italia, dedicando a ognuno di loro una scheda corredata da statistiche. L’autore tradisce la sua passione soprattutto per i famigerati bidoni, spesso ritratti con termini quasi caricaturali e privilegiando volentieri l’aneddoto che di tanto in tanto sfora nella leggenda metropolitana, ma l’ironia rende la lettura piacevole. Una scheda tira l’altra e l’opera titanica – la prima, visto che è già stato annunciato il sequel per il ventennio successivo – scorre via in un battibaleno.


>>> L’underdog (Il libro che ti sorprenderà)

L’ALTRO CALCIO

di Vincenzo Paliotto – Urbone Publishing, 2010

Il calcio come strumento di potere è stato raccontato in tanti modi e da tanti autori più o meno bravi. Questo libro di Vincenzo Paliotto, prolifico scrittore sull’argomento e non solo, è l’ideale sintesi di quanto scritto in materia ed è questa la principale dote di L’altro calcio. Attraverso 37 capitoli Paliotto racconta tutto il Novecento spingendosi fino ai Mondiali sudafricani del 2010 di Nelson Mandela. C’è spazio davvero per tutto, da autentici cult come i misteriosi casi del suicidio/omicidio di Sindelar e delle mai spezzate a Ducadam da Nicolae Ceaușescu (realtà o finzione?) ad autentici drammi come la Guerra del calcio tra El Salvador e Honduras e il Mondiale argentino dei Desaparecidos. Non solo storie note però, visto che l’autore ha il merito di dare voce e riportare alla luce anche storie decisamente meno “mainstream”, come quella dell’FLN algerina e la Rivoluzione del Calcio in Iran. Ogni racconto è una sorta di breve e intensa istantanea, che non scende nei dettagli un po’ per logici motivi di spazio e un po’ per scelta di chi scrive, che forse decide di mantenersi il più neutrale possibile per lasciare al lettore il modo di trarre le sue conclusioni.


>>> L’hall of famer (Il classico intramontabile)

A UN PASSO DAL PARADISO

di Fabrizio Tanzilli – UltraSport, 2016

Dopo lo scintillante esordio in Lo spazio della libertà, un ottimo excursus attraverso le idee tattiche dei profeti del Calcio Totale che parte da Michels e arriva a Guardiola, A un passo dal Paradiso è la seconda fatica letteraria di Fabrizio Tanzilli. Il tema scelto è uno di quelli che ha in qualche modo segnato gli ultimi anni della letteratura sportiva, vale a dire il calcio nella Penisola Balcanica. La “sfortuna” del libro di Tanzilli è stata forse quella di essere uscito nel 2016, anno in cui sono arrivati sugli scaffali due capolavori sullo stesso argomento come L’ultimo rigore di Faruk di Gigi Riva e Brasile d’Europa di Paolo Carelli. A un passo dal Paradiso, infatti, racconta in maniera spigliata e godibile tutta l’epopea della Jugoslavia pallonara, sempre arrivata a pochi millimetri dalla gloria per poi scivolare malamente sul più bello, salvo poche eccezioni come quella della Stella Rossa in Coppa Campioni nel 1991, canto del cigno di quel Paese tenuto unito dal carisma del Colonnello Tito e destinato irrimediabilmente a sfaldarsi in una guerra civile di inaudita crudeltà. Tuttavia, il racconto spesso si riduce alla mera cronaca delle imprese sportive, senza approfondire l’anima della Jugoslavia e nemmeno i favolosi e strambi personaggi, sportivi e non, che l’hanno resa così affascinante. Un libro da leggere quindi, ma che purtroppo guarda solo al cammino calcistico dei Plavi dal terzo posto nel Mondiale del 1930 per giungere alle qualificazioni a Euro 92 e non si preoccupa di fare un’analisi approfondite di tutto ciò che c’era attorno.


>>> Il must have (Un grande libro, analizzato nei dettagli)

TUTTA COLPA DEL MUNDIALITO

di Andrea Bacci – BradipoLibri, 2021

Nei giorni in cui impazza il dibattito sui diritti televisivi e sul possibile boicottaggio del Mondiale in Qatar, il libro di Bacci torna di straordinaria attualità. Già, perché quarant’anni fa queste problematiche hanno avuto origine con la Copa de Oro, presto ribattezzata Mundialito: una mezza baracconata voluta dalla dittatura uruguayana desiderosa di imitare l’Argentina del ’78 per mostrare al mondo una faccia pulita e intorno alla quale si crearono ben presto interessi politici, strani faccendieri e rampanti imprenditori pronti a fare guerra allo Stato. Sul campo trionfò la Celeste di Paz, Ramos e Victorino, ma i veri vincitori hanno decisamente altri nomi: Angelo Vulgaris, Licio Gelli e soprattutto Silvio Berlusconi, che aggiudicandosi il braccio di ferro con la RAI per la trasmissione delle partite darà di fatto il via al calcio televisivo che detta oggi legge. Ecco allora perché è Tutta colpa del Mundialito, un torneo che è passato alla storia dalla parte sbagliata e che Andrea Bacci racconta in questo bel libro nei minimi particolari alternando, soprattutto attraverso le parole dei giornali dell’epoca, gol e centravanti con logge massoniche e spot pubblicitari. A ispirare il lavoro del prolifico autore, che mai prima d’ora si era cimentato in un’opera simile, è senza dubbio La partita di Piero Trellini, eccezionale volume uscito nel 2020 per raccontare attraverso la partita tra Italia e Brasile del Mondiale 1982 il contesto politico ed economico di quegli anni. Il risultato è sicuramente riuscito, tanto che le parti più riuscite di Tutta colpa del Mundialito sono quelle che raccontano le vicende extra-campo. A impreziosire il tutto la prefazione di Sergio Giuntini che fornisce un motivo in più per leggere questo libro spiegando che “Scavando a fondo, anche all’interno della sterminata e onnicomprensiva produzione sul football mondiale e italiano si rinvengono delle falle. Una delle lacune più vistose è stata scoperta e colmata da questo saggio di Andrea Bacci che svolge una preziosa ricognizione sull’ormai lontana e ai più – crediamo – ignota “Copa de Oro”… La storiografia calcistica aveva trascurato il cosiddetto “Mundialito”… Una sottovalutazione… incapace di cogliere quanto questa competizione meritasse viceversa di essere accuratamente rivisitata per l’intreccio vorticoso che, scandagliandone i contenuti, sortì tra sport, politica, denaro e media”.


#BookClub

Condivisione è il concetto alla base di un book club e ovviamente il nostro book club calcistico non fa eccezione. Ogni mese sceglieremo un libro da leggere insieme a voi. Il 26 Aprile 2021 alle ore 21.00 daremo vita a un evento live streaming dove poter discuterne e confrontarci, in piena libertà. Strada facendo vi forniremo tutte le informazioni per collegarvi e dare vita alle nostre riflessioni. Intanto buona lettura con il primo libro del Book Club: Paolo Maldini, 1041 di Diego Guido.

Se ancora non lo avete letto, fatelo prima del prossimo evento Book Club (il 26 Aprile 2021 alle ore 21.00) così da potere condividere tutti assieme le riflessione su questo testo.

ECCO L’EVENTO FACEBOOK CON TUTTE LE INFORMAZIONI: http://bit.ly/offsidebookclub03

PAOLO MALDINI, 1041

di Diego Guido 66TH AND 2ND, 2021

Nella storia del calcio sono pochissimi i giocatori che nel corso di una carriera vissuta sempre nella stessa squadra hanno vinto tutto e insieme hanno ridefinito quello che si può fare in campo. Paolo Maldini è uno di loro. Col Milan ha conquistato la sua prima Coppa dei Campioni a vent’anni e l’ultima solo un mese prima di compierne trentanove. Nelle sue 1041 presenze ufficiali ha trasformato il ruolo del difensore, appropriandosi dell’enfasi e dell’estetica del gioco come se fosse un fantasista, caricando alcuni suoi recuperi in scivolata con lo stesso peso emotivo di un gol. Ma il racconto idealizzato e addomesticato di Paolo Maldini ha finito spesso per nascondere la ricchezza di una figura molto più complessa.