I consigli di lettura calcistica della settimana


>>> Il rookie (Il prossimo arrivo nella tua libreria)

MICHEL ET ZIBI

di Enzo D’Orsi – Edizioni InContropiede, 2020

Finora Enzo D’Orsi, tuttologo giornalista juventino che ha seguito Madama per il mondo per oltre un ventennio, aveva raccontato pagine buie della storia bianconera, dalla finale di Atene del 1983 alla scalcagnata stagione di Maifredi. L’ultimo capitolo della trilogia cambia registro e narra le gesta di Boniek e Platini, vale a dire l’epoca d’oro della Vecchia Signora. Michel et Zibi ripercorre non solo le tre stagioni passate a Torino dal polacco e dal francese, ma un sodalizio che poi è continuato fuori dal rettangolo di gioco, fino alla scalata di Le Roi alla torre d’avorio della Fifa finita come peggio non poteva a causa di intrighi e giochi di potere. Due uomini diversissimi ma uguali, due campioni nati per vincere, due lingue lunghe che l’autore si diverte a far dialogare, confessare e battibeccare lungo tutte le pagine di un libro godibile anche per chi della Juve è strenuo rivale. E questo non può essere che il pregio migliore di Michel et Zibi che celebra “gli amici geniali” senza mai cadere nella retorica o nella celebrazione spiccia.


>>> L’underdog (Il libro che ti sorprenderà)

PIU’ CHE UN CALCIATORE

di Lorenzo De Alexandris – Ultra, 2016

L’“annuncio” del libro era arrivato con qualche mese di anticipo all’interno di Una storia europea, il libro sulla storia degli Europei di calcio scritto dallo stesso autore a braccetto con Francesco Gallo. In una delle prime pagine del volume, infatti, veniva tratteggiato il profilo di Laszlo Kubala, uno dei massimi interpreti del gioco, eppure stranamente poco mainstream. A colmare il vuoto ci ha dunque pensato De Alexandris che alle “promesse” ha fatto seguire i fatti, raccontando le gesta del talento slovacco-ungherese. La storia di Kubala è di quelle da romanzo e quindi l’autore ha gioco facile ha trasformarla in un romanzo vero e proprio che però non si lascia andare alla volgare fiction. Gli esordi nel parchetto sotto casa con l’amico – rivale Puskas, i primi passi di carriera, il trasferimento a Bratislava e il ritorno a Budapest, prima di una fuga appassionante che lo porterà a Busto Arsizio prima e a Barcellona poi: non manca nulla della avventurosa parabola di uno dei più grandi idoli del Camp Nou, nemmeno il suo impegno a favore degli esuli magiari che portano alla fondazione del team Hungaria. Un bel libro che fa rivivere lo spirito ribelle di Laszlo, riportando alla luce una delle storie meno note del Novecento calcistico.


>>> L’hall of famer (Il classico intramontabile)

REDENZIONE E PALLONE

di Valderrama – Jouvence, 2016

Dissacranti e ironici, ma soprattutto farseschi. Sicuramente mai banali. Sono i racconti di Valderrama.it, un collettivo di anonimi amanti del calcio degli Anni Novanta che ha dato vita a un fortunato blog e che ora hanno raccolto i loro migliori scritti nel libro Redenzione e pallone. Dal cazzo di Gullit che si stacca dal corpo del legittimo proprietario per condurre una vita propria alla anatomia del pennellone ucciso dal tiqui-taca, dal mutamento del trequartista al tragico pranzo organizzato da Ciccio Marocchi con i suoi ex compagni di Italia 90, fino all’esaltazione di La Grotteria, Phil Neville e Saadi Gheddafi, i ragazzi di Valderrama tratteggiano con efficacia un calcio perduto, con gli occhi degli inguaribili romantici che sanno non prendersi sul serio attraverso storie inventate ma spesso tremendamente plausibili. I capitoli sono divisi nelle mistiche sezioni di letture della mattina, della sera e della notte e si concludono con l’alba indiana, tradendo la loro passione per quel baraccone un po’ naif che è l’Indian Super League. In un’epoca dove tutto diventa memoria e impazza lo storytelling nostalgico a ogni costo, Valderrama.it, un movimento sexy o un rotocalco sul pallone come ama autodefinirsi, parte da Lacrime di Borghetti per tratteggiare una nuova frontiera della letteratura sportiva.


>>> Il must have (Un grande libro, analizzato nei dettagli)

IL SOGNO DI FUTBOLANDIA

di Jorge Valdano – Mondadori, 2004

“Must have” è un parolone, visto che per metterci le mani sopra dovrete sudare le proverbiali sette camicie e separarvi da qualche soldino in più del solito. Già, perché il libro scritto da Jorge Valdano è da tempo fuori catalogo e negli anni è diventato un autentico culto, un introvabile Santo Graal per tutti i collezionisti e appassionati di letteratura calcistica. Ma cosa rende Il sogno di Futbolandia così speciale? La straordinaria capacità di Valdano di essere al tempo stesso calciatore e scrittore, di conoscere il gioco come uno che ha vinto il Mondiale e raccontarlo come un fine letterato grazie a una penna a dir poco nobile e soprattutto una fervida immaginazione che lo porta a mixare aneddoti di cui è custode, avendoli spesso vissuti in prima persona, a illuminanti ed efficaci figure retoriche.

Non ci credete? Leggete qua:

“Romario è il calcio, perché il calcio è soprattutto inganno e nessuno inganna meglio di Romario. L’estetica della pigrizia, caratteristica inconfondibile del suo creativo padrone, non è altro che una maschera, perché durante il gioco lui è menzogna che cammina”.

“[Bochini] Era la sintesi di tutti i vizi e di tutte le qualità più caratteristiche del giocatore argentino; ha saputo condensare una filosofia popolare che privilegia la tecnica e la creatività mentre condanna il sacrificio. Una volta gli chiesero un’opinione su Johan Cruyff e la sua risposta fu quasi una definizione: ‘Corre molto, però gioca bene’. Gli parve sempre una contraddizione, oltre a una vera stravaganza, che qualcuno dotato si mettesse a sudare”.

“Quel giorno Cruyff si mise a protestare con l’arbitro per un fallo senza importanza. E dato che l’arbitro non smetteva di dargli spiegazioni, suggerii a Cruyff di tenere quel pallone e di darcene un altro, visto che in quella partita avevamo qualche diritto anche noi. Cruyff mi chiede: come ti chiami? ‘Jorge Valdano’. E quanti anni hai? ‘Ventuno’. ‘Ragazzino, a 21 anni a Cruyff si dà del lei’.

Il risultato finale è un prezioso manifesto di come il calcio dovrebbe essere o come probabilmente già è nelle incantate terre di Futbolandia. Un libro del 2004 eppure modernissimo, che ha aperto la strada per un filone e che ha dimostrato ormai quindici anni fa quanto la letteratura calcistica possa essere pari alle forme più eleganti del gioco che celebra.


#BookClub

Condivisione è il concetto alla base di un book club e ovviamente il nostro book club calcistico non fa eccezione. Ogni mese sceglieremo un libro da leggere insieme a voi. Il 26 Aprile 2021 alle ore 21.00 daremo vita a un evento live streaming dove poter discuterne e confrontarci, in piena libertà. Strada facendo vi forniremo tutte le informazioni per collegarvi e dare vita alle nostre riflessioni. Intanto buona lettura con il primo libro del Book Club: Paolo Maldini, 1041 di Diego Guido.

Se ancora non lo avete letto, fatelo prima del prossimo evento Book Club (il 26 Aprile 2021 alle ore 21.00) così da potere condividere tutti assieme le riflessione su questo testo.

ECCO L’EVENTO FACEBOOK CON TUTTE LE INFORMAZIONI: http://bit.ly/offsidebookclub03

PAOLO MALDINI, 1041

di Diego Guido 66TH AND 2ND, 2021

Nella storia del calcio sono pochissimi i giocatori che nel corso di una carriera vissuta sempre nella stessa squadra hanno vinto tutto e insieme hanno ridefinito quello che si può fare in campo. Paolo Maldini è uno di loro. Col Milan ha conquistato la sua prima Coppa dei Campioni a vent’anni e l’ultima solo un mese prima di compierne trentanove. Nelle sue 1041 presenze ufficiali ha trasformato il ruolo del difensore, appropriandosi dell’enfasi e dell’estetica del gioco come se fosse un fantasista, caricando alcuni suoi recuperi in scivolata con lo stesso peso emotivo di un gol. Ma il racconto idealizzato e addomesticato di Paolo Maldini ha finito spesso per nascondere la ricchezza di una figura molto più complessa.